Poco demos troppo cratos

Non so se anche voi avete la stessa mia impressione, ossia che il nostro paese stà scivolando verso il declino più totale, sta decadendo. Ma perché? Perché questa deriva della società sembra così inesorabile ed inarrestabile?

Di fronte ad avvenimenti sempre più disastrosi la maggioranza del popolo, come direbbe Flavia, “fa spalluccie”. Non ci si interroga più sugli avvenimenti e soprattutto sulle loro cause ed eventuali conseguenze. Ripetiamo gli stessi errori e subiamo le stesse ingiustizie, magari chiamate con parole nuove e, a volte, nemmeno. Ripartendo da quell’infamia conosciuta con il nome di fascismo notiamo che anche il governo di Mussolini ebbe votata la fiducia, poi diede una svolta ditattoriale successivamente alla “crisi Matteotti”. Ora non credo possa succedere la stessa cosa, ma la sostanza non cambierà, poiché se il desiderio di potere è sempre lo stesso, i mezzi e l’ideologia sono cambiati. Ora siamo di fronte ad un sistema che oltre all’eredità del fascismo è cresciuto e ha aggiunto al proprio bagaglio tecnico l’esperienza della massoneria deviata.

Conosciamo tutti la “Propaganda 2″, sappiamo i loro motti e i loro programmi per sovvertire l’assetto socio-politico-culturale del Paese. Licio Gelli diceva “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”, e unito all’assioma empirico di Joseph Goebbels, ministro della propaganda sotto il dominio nazista: ” Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, otteniamo Mediaset, gran parte della RAI, e i maggiori quotidiani italiani.

Il nostro premier in campagna elettorale non ha scrupoli nel proporre interi capitoli molto cari ai suoi vecchi compagni di club dove egli era il numero 625, con ricevuta di pagamento numero 104.

Secondo il tesserato 625 in un’intervista a Mixer del 1994 “La loggia P2 raccoglieva gli uomini migliori del paese”, e non credo abbia cambiato idea, eccezion fatta per quelli che si sono “bruciati”, per usare un termine investigativo. Erano 932 gli iscritti, oggi saranno sicuramente di più dato che hanno figliato.

Abbiamo testimonianze sconcertanti sulla vita politica del nostro Paese, ma non le conosciamo quanto dovremmo, suggerisco a questo punto di andare a fare un giro sul sito www.19luglio1992.com e leggere i memoriali di Vincenzo Calcara, l’uomo che stava collaborando con Borsellino prima della sua tragica fine, questa persona era stato incaricato di uccidere il giudice che succesivamente diventò suo confidente. Non bisogna prendere tutto alla lettera, probabilmente, ma è certo che alcune parti delle sue testimonianze sono state usate in processi e suffragate da prove. Potrebbe dare un’idea di quanto sia intricata e viscida la gestione della vita di un paese come l’Italia.

E a questo cratos (potere) così grande e così lontano, che risulta autoreferenziale e inaccessibile se non per le stesse vie che hanno percorso i più miserabili personaggi della vita politica italiana, si contrappone purtroppo un demos (popolo) che non ha i mezzi per, almeno, contrastarlo. Quei pochi mezzi che può avere subiscono ogni giorno colpi, come goccie d’acqua e acido sulla roccia che, anche se resistente, viene inesorabilmente forata.

2 Risposte a “Poco demos troppo cratos”

  1. Siamo spacciati… :D
    E invece spero e credo che da qualche parte si sia seminato il virgulto del dubbio. Un domani spero e credo che quel virgulto ci farà vedere il marcio.
    Licio non ha ancora vinto.

  2. L’articolo non e’ ne piu’ ne meno il solito slogan di matrice di sinistra o comunistoide. Quello che fa la sinistra e’ sempre legittimo, quello che fanno gli altri e’ sempre illegale. Un esempio, basti prendere in considerazione la stampa e l’uso della stampa nei regimi comunisti, dove l’informazione e’ controllata e blindata dall’apparato partitico, ciononstante hanno fallito nel loro intento di lavaggio al cervello e per coerenza continuano a credere che la loro scelta era giusta.
    I fatti e la storia vi hanno sconfessato, i vostri tentativi di inquinare e manipolare la realta’ sono falliti, si prega di prendere nota.

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